Popolazioni e luoghi con maggiore frequenza di arresti cardiaci improvvisi

I programmi per la defibrillazione ad accesso pubblico (PAD) sono stati sviluppati per rendere i defibrillatori automatici esterni (AED) a disposizione del pubblico, permettendo una rapida defibrillazione. Nonostante gli innegabili benefici degli AED, i tassi di utilizzo pubblico rimangono molto bassi; per cui l'efficacia di tali programmi deve essere notevolmente migliorata.

I programmi per la defibrillazione ad accesso pubblico (PAD) sono stati sviluppati per rendere i defibrillatori automatici esterni (AED) a disposizione del pubblico, permettendo una rapida defibrillazione. Nonostante gli innegabili benefici degli AED, i tassi di utilizzo pubblico rimangono molto bassi; per cui l'efficacia di tali programmi deve essere notevolmente migliorata.

Una delle questioni principali è l’inappropriatezza tra la localizzazione degli AED e l’insorgenza degli arresti cardiaci improvvisi.

A Parigi, anche se la distribuzione degli AED nella comunità è iniziata già dal 1993, negli ultimi 10 anni è stata particolarmente rinforzata. Purtroppo la scelta del luogo in cui installare gli AED nei luoghi pubblici è stata guidata principalmente da considerazioni empiriche e iniziative personali. Recenti studi hanno già evidenziato i limiti di tale approccio, che richiede invece strategie basate sull’evidenza.

Sebbene studi precedenti abbiano identificato i siti con un rischio più elevato di arresti cardiaci improvvisi nelle stazioni ferroviarie e negli aeroporti, l'affidabilità e le determinanti di tali luoghi ad alto rischio sono stati solo parzialmente esplorate.

Nella presente analisi, sono stati considerati gli arresti cardiaci improvvisi che si sono verificati nelle aree comuni (non residenziali): tutte le aree accessibili al pubblico, compresi tutti i luoghi all'aperto, i siti di trasporto pubblico, le scuole, gli esercizi commerciali e civili.

La città è stata poi suddivisa in griglie che hanno delimitato 2020 aree (celle). Per ogni cella è stata analizzata:
1) la densità della popolazione residente;
2) il flusso di persone che si muovono attraverso la cella (dati ottenuti mediante interviste e questionari)
3) Caratteristiche di ogni cella: aeroporti, stazioni ferroviarie, centri espositivi, per spettacoli e congressi, musei, impianti sportivi (pubblici o privati, all'aperto e al coperto), luoghi di culto, scuole, grandi centri commerciali (> 300 m2), attrazioni turistiche, ospedali.

Sono stati registrati 8234 arresti cardiaci di cui:
- circa il 50% si presume siano stati arresti cardiaci improvvisi;
- il 70% di questi è avvenuto in una zona residenziale;
- il 30% in una zona pubblica.

Gli arresti cardiaci improvvisi che si sono verificati nei luoghi pubblici hanno avuto più tentativi di rianimazione (85%) rispetto a quelli che si sono verificati in casa. Considerando i movimenti di popolazione, è stata osservata una significativa associazione tra il numero di arresti cardiaci improvvisi in luoghi pubblici e le diverse classi di movimenti di popolazione, con una differenza di ben 6 volte tra le celle più frequentate.

Osservando la storia dell’implementazione degli AED a Parigi, è stato interessante osservare che i 20 municipi dei diversi quartieri sono stati i primi luoghi pubblici dotati di AED; nei 10 anni di studio non ne è mai stato utilizzato uno; molto poco utilizzati anche gli AED posizionati nei luoghi turistici più rinomati di Parigi, come la Torre Eiffel e il Museo del Louvre.

Lo studio ha invece confermato che alcune aree come le principali stazioni ferroviarie e gli aeroporti rimangano a rischio particolarmente elevato di arresto cardiaco improvviso. Possibili spiegazioni includono la particolare attività fisica nelle stazioni ferroviarie, che è nota per favorire aritmie ventricolari, soprattutto tra le persone di mezza età e non addestrate; lo stress fisico e psicologico può essere un trigger di arresto cardiaco improvviso in quelle aree ad alto rischio (nota personale: in municipio si corre meno e ci si stressa meno).

Fonte: Circulation 2015; 131: 1546-1554 doi: 10.1161/CIRCULATIONAHA.114.010498


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