Il Sesso femminile e la sua sopravvivenza dopo un arresto cardiaco improvviso

Fino ad oggi sono stati pubblicati risultati contrastanti sull'impatto tra il genere maschile/femminile e la sopravvivenza dopo un arresto cardiaco improvviso. Questa analisi, pubblicata su Resuscitation (Volume 94, Pages 55–60), ha provato a dare una spiegazione nell'associazione tra il sesso femminile e la sua sopravvivenza dopo un arresto cardiaco improvviso.

Sono stati messi a confronto tredici studi, che hanno coinvolto più di 400.000 pazienti, ed è risultato che le donne hanno:
- maggiore probabilità di subire un arresto cardiaco improvviso a casa
- un riscontro più basso di ritmo defibrillabile iniziale,
ma nonostante questo,  un’ALTA PROBABILITÀ DI SOPRAVVIVERE ALLA DIMISSIONE OSPEDALIERA.

Questo paradosso con migliore sopravvivenza nonostante fattori prognostici negativi suggerisce potenziali differenze della fisiopatologia dell’arresto cardiaco improvviso nei due sessi:
1) gli ormoni femminili potrebbero influenzare l’insorgenza e la prognosi dell’arresto cardiaco improvviso; gli estrogeni riducono i livelli di lipoproteina A consentendo una migliore funzione vascolare;
2) gli agenti tossici rilasciati durante l’arresto cardiaco improvviso, potrebbero differire tra uomini e donne, generando, ad esempio nelle donne, una più forte attivazione vagale durante una brusca occlusione coronarica con potenziali effetti antiaritmici, modificando il risultato degli eventi coronarici acuti per la minore esigenza di ossigeno;
3) le donne hanno una più alta frequenza di cardiopatia non-ischemica.

Tuttavia bisogna riconoscere alcune limitazioni allo studio:
- l’ipotesi dei risultati;
- la mancanza di analisi dell’eventuale differenza nel trattamento terapeutico.

Comunque questa meta-analisi di studi osservazionali dimostra che le donne hanno maggiori probabilità di sopravvivenza dopo un arresto cardiaco improvviso.


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