La consapevolezza durante la rianimazione

I successi della rianimazione nell’arresto cardiaco sono stati associati a numerosi eventi psicologici e cognitivi, che in alcuni casi hanno la somiglianza ai risvegli dall’anestesia:

percezioni visive e uditive che ricordano eventi reali, talvolta accompagnati da dettagli specifici, caratteristici di uno stato di consapevolezza (in altre parole, di uno stato di coscienza).
Sebbene ci siano molte segnalazioni “aneddotiche” di questo fenomeno, solo pochi studi hanno utilizzato una rigorosa ricerca metodologica per esaminare lo stato mentale che è associato alla rianimazione da arresto cardiaco.
Le esperienze “perimorte” (NDE), sono segnalate nel 10% dei sopravvissuti da arresto cardiaco.

Metodi
In questo studio osservazionale multicentrico, sono stati reclutati 15 ospedali (Stati Uniti, Regno Unito e Austria). Tra 07/2008 e 12/2012 un gruppo di pazienti sono stati arruolati nello studio AWARE.
Dei 330 sopravvissuti, 140 pazienti sono stati trovati ammissibili. Il 61% (85/140) dei pazienti non ha riportato alcuna percezione perimorte. Il 39% (55/140) hanno risposto positivamente alla domanda: "ti ricordi di qualcosa del periodo di perimorte?".
Di questi 55 pazienti, 46 non hanno avuto esperienze “perimorte”; 7 hanno avuto esperienze perimorte dettagliate, ma non uditive ne visive; 2 hanno avuto esperienze perimorte visive e uditive; dei 2, ad un solo paziente è stato possibile fare un approfondimento, e ha descritto con buona percezione gli eventi, come se li avesse visti dall’alto della stanza in cui è stato rianimato (questo fenomeno è chiamato consapevolezza visiva).
In questo studio, altri racconti sono stati raggruppati in 7 temi: (1) la paura; (2) gli animali e le piante; (3) una luce brillante; (4) la violenza o la sensazione di essere perseguitato; (5) esperienze di déjà vu, (6) la visione di familiari; (7) il ricordo di eventi che si sono verificati probabilmente dopo il ricovero.

Discussione
I dati suggeriscono che i pazienti possono sperimentare una serie di processi cognitivi che si riferiscono sia all’arresto cardiaco, sia allo stato post-rianimatorio. Tuttavia, i risultati di questo e di altri studi evidenziano la necessità di valutazioni supplementari. Si ipotizza che vi sia una forma di attività cerebrale durante l’arresto cardiaco che ad oggi però non può essere misurata e quindi dimostrata.
La ricerca futura dovrebbe concentrarsi sullo stato mentale dei rianimati da arresto cardiaco, sul loro impatto con la vita, il loro rapporto con eventuali deficit cognitivi e il possibile sviluppo della sindrome da stress post traumatico (sindrome che si riscontra in molti altri eventi traumatici, in acronimo PTSD). Infine il termine “perimorte” (NDE), ha molti limiti scientifici, che comprendono anche una definizione universalmente accettata e fisiologica dell'essere in stato di perimorte.

Conclusioni
I sopravvissuti da arresto cardiaco sperimentano una vasta gamma di memorie cognitive. L’esplicito richiamo alla consapevolezza visiva è raro.
Non è chiaro se queste esperienze contribuiscono all’insorgenza del PTSD.
Ulteriori studi sono necessari anche a delineare il ruolo della memoria esplicita e implicita durante l’arresto cardiaco.


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