RESUSCITATION SCIENCE SYMPOSIUM

Recentemente si è tenuto il Resuscitation Science Symposium (ReSS) dell'American Heart Association (AHA) in cui sono state presentate oltre 50 relazioni e 250 poste.Cerchiamo di fare un breve riassunto. Come in tutte le conviviali la maggior parte dei problemi sono stati condivisi durante la cena; quello che affligge tutti è la ricerca dei finanziamenti per continuare gli studi. Sebbene i finanziamenti per la ricerca sulla morte cardiaca improvvisa siano notevolmente diminuiti negli ul timi dieci anni, i relatori non hanno potuto fare altro che incoraggiarsi a vicenda e incoraggiare soprattutto i giovani ricercatori a rimanere ottimisti e persistere negli studi!

La Japanese Circulation Society si è concentrata sugli studi nella rianimazione cardiopolmonare (RCP) e nella defibrillazione di accesso pubblico, confermandoli come pilastri per la sopravvivenza all ’arresto cardiaco, incentivando i programmi di sensibilizzazione nelle scuole superiori.Ricercatori statunitensi hanno invece discusso l’impegno della comunità per aumentare la RCP degli astanti, migliorando gli approcci degli operatori di centrale alla guida della sequenza rianimatori.
Questa sessione ha confermato l'importanza dei collegamenti degli anelli della Catena della Sopravvivenza, dando pari peso ad ognuno e incentivando la promozione della defibrillazione precoce.

Il Dr Vinay Nadkarni che ho avuto il piacere di conoscere  a Reykjavík nel 2016 e con il quale sto condividendo gli studi sui riflessi protettivi nei primi anni di vita, ha ricevuto il premio della AHA Lifetime Achievement for Cardiac Resuscitation Research, i suoi studi si stanno concentrando mag giormente sulla gestione delle vie aeree in età pediatrica, portando un contributo scientifico che supera i 400 articoli. Ha paragonato la sfida della ricerca alla scalata del MonteEverest, notando che gli obiettivi sono necessari ma è richiesta flessibilità per affrontare le sfide lungo la strada. Nadkarni ha incoraggiato i partecipanti a lottare per l'eccellenza e non avere paura di fallire, perché il fallimento può fornire alcuni dei più grandi apprendimenti e opportunità

Un altro premio è stato conferito al Dr Hasan Alam: AHA Lifetime Achievement for Trauma Resuscitation Science; le sue ricerca si concentrano sullo shock emorragico, le lesioni cerebrali, le tecniche di rianimazione, l’ipotermia terapeutica, il controllo delle emorragie, ecc. Ha discusso l'importanza di assemblare la squadra giusta, concentrandosi su apportare modifiche al momento giusto, e ha notato che anche se qualche volta la necessità urgente spinge rapidamente la ricerca avanti, altre volte la ricerca avanza attraverso una vita per piccoli passi che ti portano ugualmente dove devi arrivare.

Un'intera sessione plenaria è stata dedicata ai metodi per migliorare la RCP da parte degli astanti integrando diverse strategie innovative:
- A Singapore la sopravvivenza è aumentata dopo che i tassisti sono stati equipaggiatie addestrati alla RCP con DAE.
- Nel Regno Unito, si è notato che per guadagnare la sopravvivenza guidata dagli operatori di centrale occorreva abbinare anche un solido programma di garanzia della qualità, includendo l'ascolto delle registrazioni delle chiamate per garantire che i dispatcher fossero in gradoidentificare rapidamente l'arresto cardiaco e guidare rapidamente il chiamante a iniziare le compressioni toraciche.
- In Norvegia, sono avviati da tempo i programmi di RCP comunitaria e solitamente le squadre di soccorso arrivano sul posto con astanti che la praticano.

Nella sessione plenaria, "Prognostication After Resuscitation”, i relatori hanno preso atto delle sfide nella neuroprognosi a seguito dell'evoluzione delle tecniche di rianimazione che hanno portato a nuove informazioni ma anche a nuove incertezze, dando conferma che ad oggi non esiste un unico strumento ottimale per prevedere gli esiti neurologici dopo lesione cerebrale, anche traumatica.

IMPORTANTE: nella presentazione “appropriatezza e durata degli sforzi rianimatori” è stata riconsiderata la durata della rianimazione: un tempo di 20 minuti era ritenuto corretto, ma sono stati presentati nuovi dati per suggerire che per i pazienti con ritmi defibrillabili, può essere tentata la rianimazione per un minimo di 40 minuti; mentre per i pazienti con ritmi iniziali non defibrillabili, il tentativo di rianimazione per un minimo di 30 minuti può essere appropriato.

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